FEDERICO DELROSSO ARCHITECTS
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Gagà- Milano IT

Manipulating perceptions
The store of the Milanese watchsmiths, Gagà Milano, marks another encounter with the relation between space and time, and its representation. Situated in a prime spot on Corso Venezia, inside the entrance lobby – bordered with running display vitrines housing watches on in a deep trough illuminated by a strip of LEDs, and of course the brand’s name writ large – one reaches an outsize clock-face with a dial of coloured numbers and iconic winder at 12 o’clock set atop a plinth designed like a watch-strap. The departing restriction for the makeover was the cramped floor-plan of a mere 40 square metres (plus another 28 square metres of service space in the basement). The functional solutions were influenced by the extra ceiling height, prompting the inclusion of a mezzanine (of 11 square metres), whose space below became more compact, and customized container-display units built into the walls. The more distinctly visual solutions came about through the recessed lighting and two tall sections of raw metal panelling set at a slight angle. This device skews the walls almost imperceptibly, but gives the impression of greater space thanks also to the offset created by the white walls and ceilings and fixtures (all custom-built) offset the matte black chosen for the floor material.

photo credits: Luca Desantis

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Manipolare le percezioni
Lo store del brand milanese di orologeria Gagà Milano segna un altro confronto con la relazione fra spazio e tempo, e la sua rappresentazione. Un avamposto nel centralissimo corso Venezia, dopo le aperture all’estero, che si annuncia con una vetrina in cui gli orologi sono esposti in uno scavo a nastro ricavato in un mobile espositivo illuminato da una striscia LED, e naturalmente con la gigantografia del marchio: un grande quadrante con i numeri colorati extrasize e l’iconica corona a ore 12, retto da una base-cinturino fuori scala. La condizione progettuale di partenza è data dallo spazio ridotto: solo 40 metri quadri a piano strada (oltre ai 28 interrati, adibiti a servizi). La soluzione funzionale, dettata dall’altezza, ha riguardato la disposizione di un soppalco di 11 metri quadri, la cui zona sottostante ha beneficiato di un maggiore raccoglimento, e lo studio dei mobili contenitori ed espositivi a parete. La soluzione più “percettiva” è invece stata raggiunta, oltre che con l’illuminazione a incasso, tramite l’installazione di due pannellature a tutta altezza in ferro lasciato grezzo, leggermente inclinate. Espediente che ha creato un angolo di distorsione delle pareti, quasi impercettibile alla vista ma capace di ampliare lo spazio grazie anche alla contrapposizione fra bianco ottico di muri, soffitti e arredi (realizzati ad hoc) e il nero matt della pietra scelta per la pavimentazione.

photo credits: Luca Desantis