Villa mm- Biella
The character of a place depends on what kind of things surround it. By extension, the same thing applies to people. This dictum runs through all of Delrosso’s research, and comes into its own in this single-family house of recent construction, extending over an area of 280 square metres, with another 120 of patio space. The project was particularly close to the architect’s heart, as the building lies in an area tied to his childhood memories. He was born and raised in a house not far from here, and this stretch of countryside in the shadow of the Alpine foothills of Biella is an indelible part of his personal inscape. Guiding the design choices for the project were his intimate knowledge of the area, its emotional hold upon him, and the urge to find a thrilling way to dovetail the construction with the landscape. Hence the strong horizontals and a completely transparent central hub connecting the day area – comprising the kitchen, large living-room, and storeroom – to the sleeping quarters, which consists of four bedrooms and a study. These are respectively assigned to two separate building sections, one having a trapeze shape with a sloping roof, the other a flat unit. Echoing the undulating rhythms of the hilly surroundings, the project expresses the mutual interaction between the architectural construction and the natural setting, the rapport between the inside and the outside, which is continually announced via the numerous varied windows appointed throughout like so many living paintings, to be admired from a seated position. Ever-shifting according to the seasons and length of the days, the windows endow the spaces with Nature’s own rhythms. This project was developed in parallel with another single-family house in the same area, and the two designs offer another instance of the architect’s ability to devise forceful relations with people and the environment, in the same place, but with a highly personalised stylistic variation.
This villa is laid out on a single floor and is characterized by a large wholly transparent volume which unites two apparently distinct bodies, one for the living area and the other for the sleeping quarters. The architecture is white and light, as if it had been placed gently on the ground.
The interiors have the lightness of naturalness: concrete for the floors and the color white for the walls.
total area: 280 sqm + 120 sqm terraces
photo credits: Fausto Mazza
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Il carattere di un ambiente dipende da come sono le cose che lo circondano; e per estensione, l’assunto è valido anche per le persone. È una considerazione sempre presente nella ricerca di Delrosso, che trova applicazione in questa villa monofamiliare di nuova costruzione, estesa su una superficie di 280 metri quadri, oltre i 120 dei patii. Un lavoro particolarmente coinvolgente per lui, perché la villa sorge in un’area legata ai suoi ricordi d’infanzia; infatti Federico è nato e cresciuto in una casa solo qualche passo più in là, e quel paesaggio, ai piedi delle Prealpi biellesi, è parte della sua topografia interiore. La confidenza con il territorio, la portata emotiva e il desiderio di compenetrare la costruzione con il panorama in un afflato univoco sono state le condizioni di partenza. Da qui, l’idea di uno sviluppo orizzontale e di un’area living centrale, completamente trasparente, come raccordo fra la zona giorno – con la cucina, l’ampio soggiorno e la dispensa – e quella notte, occupata da quattro stanze da letto e uno studio. Le due aree sono disposte in due corpi separati, di cui uno a forma trapezoidale con copertura inclinata, l’altro a blocco piano. Evocando il movimento mosso del paesaggio collinare, l’insieme esprime la vicendevole interazione della costruzione architettonica con la natura e quella fra interno ed esterno, continuamente inquadrato dalle numerose e varie aperture, inserite puntualmente nelle diverse stanze come fossero quadri viventi, da osservare ad altezza seduta. Mutevoli, a seconda delle stagioni e della permanenza della luce, fanno vivere lo spazio nel ritmo naturale. Questo intervento è stato progettato e realizzato in parallelo con quello per un’altra casa unifamiliare nella stessa zona. I due progetti sono un ulteriore esempio della particolare dote dell’architetto nel disegnare le forze di relazione con le persone e l’ambiente di uno stesso luogo con una personalizzata variazione stilistica. La villa si estende su un solo piano ed è caratterizzata da un grande volume interamente trasparente che unisce due corpi apparentemente disgiunti, uno per la zona giorno e uno per la zona notte.
Architettura bianca e leggera, come fosse stata poggiata con delicatezza sul terreno. Anche gli interni hanno la leggerezza della naturalità: il cemento per i pavimenti e il colore bianco per le pareti.
superficie: 280 mq + 120 mq terrazzi
photo credits: Fausto Mazza
This villa is laid out on a single floor and is characterized by a large wholly transparent volume which unites two apparently distinct bodies, one for the living area and the other for the sleeping quarters. The architecture is white and light, as if it had been placed gently on the ground.
The interiors have the lightness of naturalness: concrete for the floors and the color white for the walls.
total area: 280 sqm + 120 sqm terraces
photo credits: Fausto Mazza
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Il carattere di un ambiente dipende da come sono le cose che lo circondano; e per estensione, l’assunto è valido anche per le persone. È una considerazione sempre presente nella ricerca di Delrosso, che trova applicazione in questa villa monofamiliare di nuova costruzione, estesa su una superficie di 280 metri quadri, oltre i 120 dei patii. Un lavoro particolarmente coinvolgente per lui, perché la villa sorge in un’area legata ai suoi ricordi d’infanzia; infatti Federico è nato e cresciuto in una casa solo qualche passo più in là, e quel paesaggio, ai piedi delle Prealpi biellesi, è parte della sua topografia interiore. La confidenza con il territorio, la portata emotiva e il desiderio di compenetrare la costruzione con il panorama in un afflato univoco sono state le condizioni di partenza. Da qui, l’idea di uno sviluppo orizzontale e di un’area living centrale, completamente trasparente, come raccordo fra la zona giorno – con la cucina, l’ampio soggiorno e la dispensa – e quella notte, occupata da quattro stanze da letto e uno studio. Le due aree sono disposte in due corpi separati, di cui uno a forma trapezoidale con copertura inclinata, l’altro a blocco piano. Evocando il movimento mosso del paesaggio collinare, l’insieme esprime la vicendevole interazione della costruzione architettonica con la natura e quella fra interno ed esterno, continuamente inquadrato dalle numerose e varie aperture, inserite puntualmente nelle diverse stanze come fossero quadri viventi, da osservare ad altezza seduta. Mutevoli, a seconda delle stagioni e della permanenza della luce, fanno vivere lo spazio nel ritmo naturale. Questo intervento è stato progettato e realizzato in parallelo con quello per un’altra casa unifamiliare nella stessa zona. I due progetti sono un ulteriore esempio della particolare dote dell’architetto nel disegnare le forze di relazione con le persone e l’ambiente di uno stesso luogo con una personalizzata variazione stilistica. La villa si estende su un solo piano ed è caratterizzata da un grande volume interamente trasparente che unisce due corpi apparentemente disgiunti, uno per la zona giorno e uno per la zona notte.
Architettura bianca e leggera, come fosse stata poggiata con delicatezza sul terreno. Anche gli interni hanno la leggerezza della naturalità: il cemento per i pavimenti e il colore bianco per le pareti.
superficie: 280 mq + 120 mq terrazzi
photo credits: Fausto Mazza